Recensioni/17: Barbara Baraldi – Osservatore Oscuro

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Aurora è da poco arrivata a Sparvara, una cittadina tranquilla dell’Emilia, a seguito di un trasferimento disciplinare dalla città di Torino. Abita da sola nella poco frequentata periferia, soluzione che le evita il rischio di essere svegliata da cani che abbaiano o tacchi sul pavimento dei vicini mentre dorme per recuperare un turno di notte. Non è molto diplomatica, le piace leggere ed è nata in settembre. Dopo Aurora nel buio, uscito nel 2017, ritroviamo la nostra profiler della polizia alle prese con un nuovo caso che la riguarda da molto vicino, forse troppo.

Tutto inizia con lei che aspetta la strumentazione per registrare un interrogatorio, il suo. In effetti la situazione è piuttosto complicata, perché c’è un morto decorato sul petto con il nome della nostra eroina. Un bel casino. E lei, naturalmente, comincia a pensare.

È un libro pieno di pregi questo, la protagonista ha un’autenticità imponente, dovuta non tanto, o non solo, alle sue caratteristiche ma al modo in cui viene narrata. È una donna con una forte determinazione, che non vuole farsi mettere in ginocchio da niente, passato o presente che sia, reale o meno. Una situazione complessa la sua, affetta da disturbo bipolare e da un carattere non esattamente facile, che talvolta la fa sentire sola,

Era come se la vita di tutti quanti fosse andata avanti mentre la sua fosse rimasta al palo, ancorata alle sue ossessioni. Aurora era riuscita ad allontanare tutti, e alla fine era rimasta sola. Ci aveva mai riflettuto davvero su quanto fosse difficile per gli altri rapportarsi con lei?

La cosa bellissima di questo libro è che unisce il fatto di essere davvero ben congegnato, tutto, allo stesso livello dei più famosi best seller d’oltre oceano alla Kay Scarpetta, ma senza dimenticare una componente reale per cui Aurora è umana, è la nostra realtà, il quotidiano che conosciamo. Il dolore la fa sentire viva mentre tra le pagine si viene divorati dalla tensione e dal desiderio di sapere cosa accadrà. Un mix di colpi di scena, azzardo, strategia mentale, imbrogli e trappole e personaggi che continuamente mistificano la parte da cui stanno, la credibilità del bene e quella del male. Aurora ci ricorda che è già difficile avere a che fare con se stessi alle volte, figuriamoci con il mondo. Figuriamoci con il mondo se poi là fuori c’è un assassino che ha preso di mira te e tutti quelli che hai più vicino. Un assassino impalpabile come l’ansia, presente come i fantasmi, nocivo e pericoloso come un rapace che vuole cibarsi e osserva ogni cosa, osserva te. E non c’è modo né motivo per staccarsi dalle pagine, il ritmo è incalzante e serrato e comanda lui.

Insieme ad Aurora una giostra di personaggi ed eventi che arricchiscono la vicenda senza mai essere trattati come comparse di secondo piano. C’è Bruno, ci sono Bruno e Elena, Tom, Silvia, la piccola Camilla, che baratta con la madre il percorso per tornare a casa solo per proseguire certe indagini e in cambio dovrà mangiare tutte le verdure della cena, Camilla che ricorda ad Aurora la se stessa di qualche anno prima. Tutti vicini come una famiglia, quella che si sceglie non quella in dotazione, e al contempo lontani, allontanati da Aurora e comunque impegnati nelle loro vite, ma in questo caso colpiti direttamente dagli eventi in modo diretto e drammatico. E poi c’è la colonna sonora della testa di Aurora, fatta di ricordi, dolore, una notevole scorta di fantasmi e ragionamenti e intelligenza. Eppure proprio il suo carattere è ciò che la porta avanti ma anche ciò che la fa stare ferma, preda e bersaglio di uno spietato predatore che approfitta di ogni debolezza e che si chiama Valravn, come il corvo dei morti nella mitologia scandinava.

Rapimenti, vecchie conoscenze, richieste di aiuto, bambine scomparse, tutto legato come un filo rosso che si alza sempre di più dalla polvere e che conduce indietro nel tempo da oggi, da questo momento, quello con l’omicidio pittoresco che bisogna sbrogliare,

Ha spaccato la schiena di un uomo e gli ha aperto le costole per farle sembrare ali. Non è qualcosa di cui senti parlare al bar.

Se dovessi descriverlo in poche parole direi avvincente, empatico (lui con voi, non voi con lui) e sorprendente. Un thriller completo, pieno, mai noioso e complesso. Perciò se state cercando una storia che non vi dia tregua, che vi inchiodi e alla fine vi faccia dire qualcosa di vicino a però, accidenti, wow, o cose del genere, be’ allora dovreste leggerlo.

Certo che lei è proprio uno spasso, Scalviati. A volte vede nemici dappertutto, altre non riesce a rendersi conto che sta per essere sommersa da una valanga di merda.

Barbara Baraldi, Osservatore oscuro, Giunti, 2018. https://www.giunti.it/catalogo/osservatore-oscuro-9788809862791

 

Licia Ambu©

Licia Ambu ha collaborato con alcuni blog tra cui Nazione Indiana, Griselda, Abbiamo le prove, Malacopia e Finzioni. Si occupa di redazione e sceneggiatura.

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