Recensioni/11: Patrick Fogli – A chi appartiene la notte

A-chi-appartiene-la-notte-380x615

 

«E che cos’è la follia? Pretendere di sapere la verità o credere che non la conoscerai mai fino in fondo?»

Di Irene Fontana  non ce ne saranno mai abbastanza. Irene Fontana è un personaggio per cui abbiamo una sete senza sosta, anche nella realtà di vita vera. Irene è una giornalista d’inchiesta, una che ti intervista e nemmeno te ne accorgi, una di quelle col pallinoper la verità a i diritti, esattamente il tipo di cosa per cui si finisce fuori dai giochi; esattamente il tipo di cosa che accade a lei, infatti. Se Irene avesse un biglietto da visita probabilmente reciterebbe: smistatrice di realtà e finzione. Una identificatrice di falsi che incassato un brutto colpo si trasferisce a La Contessa, la casa della nonna che conosce sin dall’infanzia, tra le pareti che hanno custodito le sue vacanze estive da giugno a ottobre. La Contessa siede sulla collina e ci protegge tutti, diceva il nonno; soprattutto se la Grancontessa in questione è Matilde di Canossa, figura inspiegabile in due righe eppure ammantata lei stessa da un efficacissimo sistema di realtà e finzione. La Contessa si trova nel reggiano, dove in una notte d’estate un giovane Filippo cade dalla famosa pietra di Bismantova. Dorina, la madre del ragazzo, non crede al suicidio e chiede aiuto a Irene, la quale inizia la sua ricerca imbattendosi nei segreti di un ragazzo e di un’intera valle: personaggi stravaganti, luoghi di segreti peccati, giuramenti, misteri.

Una delle letture possibili per questo libro si potrebbe concentrare sul binario tra le cose che durano per sempre e quelle invece che durano un secondo; sulle ripercussioni che ciò che dura un attimo può avere sulla storia, con la sua eterna durata e le sue stratificazioni geologiche. Su quanto l’eternità della natura sia palesata dal suo essere sempre lì, tutto sommato, a confortarci della ciclicità delle cose che accadono malgrado tutto senza seguire le nostre pianificazioni o i nostri desideri. A chi appartiene la notteè un orologio di quelli con gli ingranaggi color oro elegante a vista, che si muovono delicatamente e lentamente per concederti di assaporare ogni secondo, ogni movimento e ogni conseguenza del movimento precedente. Un orologio col battito d’ali incorporato.

Una farfalla pesa pochi grammi. Gli esemplari più grandi, lepidotteri che raggiungono qualche decina di centimetri, arrivano a trenta, ma la farfalla normale, che ammiriamo in una giornata di sole, ha un peso sottile come una piuma o un respiro.

La vita di una farfalla è breve come il suo peso. Un paio d’ore, qualche giorno, alcuni mesi, mai un anno. La bellezza è per natura fragile. La meraviglia è questione d’istanti.

Quel tipo di cosa che a descriverlo perde davvero il fascino che invece emana. È un complesso insieme di elementi riuniti e amalgamati come un’orchestra. Patrick Fogli racconta: «Prima è arrivata Irene. Poi è arrivata una domanda. Prima, fra Irene e quella riflessione, erano affiorati gli altri personaggi principali. […] E c’era una cosa che avevo sempre addosso, nei mesi a cavallo fra inverno e estate in cui la storia è spuntata fuori, più lunga di quanto immaginassi. Il silenzio […] è col silenzio che devi fare i conti, è la grammatica che delinea ogni significato del tempo. Quello che accade lo fa in una pausa fra due lunghi attimi di quiete»¹. Anche il silenzio è molto importante in questo libro, scrive cose molto preziose per la storia.

Un’altra opzione potrebbe essere considerare il fattore sguardo: non è forse lo sguardo a decretare in qualche modo il valore verità o bugia di qualcosa? Dorina, la madre che mentre suo figlio cade è lì a guardare proprio nella direzione giusta ma non vede niente; il nonno, l’epoca lontana, è cieco; il pittore che abita il suo stesso occhio onirico, circondato da terrificanti sculture che mentre sfiora il bordo della tazza di cioccolata dice a Irene: «Guardare non è mai neutro. Capire anche solo un’intuizione ha delle conseguenze». Irene, che ha sulle spalle un passato pesante di cacciatrice di false verità.

A chi appartiene la notteè anche epoca: passato antico, recente e presente. È cosa e chi abita la testa dei personaggi: incubi, sogni, paure e demoni. È il crocevia di alcuni percorsi che si incontrano tra chi vuole prendersi cura di qualcun altro e chi di sé, chi si cerca nuovo e chi non si è mai fatto conoscere davvero, chi scappa e i conti di chi resta: donne che scavano, uomini che spostano confini. E poi ci sono i luoghi che ci cambiano la geografia in testa molto più di quanto pensiamo: la pietra istigatrice di tutto; la pietra e la montagna portatrici sane di mistero.

Non è certo comprensibile sostenere che se qualcosa respira al buio significa che non esiste. Ma anche quello che si vede non sempre è la verità. Dunque cercare. Rimanere col dubbio, non vedere il sottile filo a volte. Farsi bastare le verità. Because the night belongs to…

Patrick Fogli, A chi appartiene la notte, Baldini+Castoldi, 2018. http://www.baldinicastoldi.it/libri/appartiene-la-notte/

¹ https://letteratitudinenews.wordpress.com/2018/03/03/patrick-fogli-racconta-a-chi-appartiene-la-notte/

 

Licia Ambu©

Licia Ambu ha collaborato con alcuni blog tra cui Nazione Indiana, Griselda, Abbiamo le prove, Malacopia e Finzioni. Si occupa di redazione e sceneggiatura.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...