Recensioni/7: Simona Vinci – Parla, mia paura

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Per scrivere un libro sulla paura ci vuole coraggio.

Anche per avere paura ci vuole coraggio: sentirla, riconoscerla, battezzarla e alzare le mani, completamente nudi, di fronte a lei. Se poi sopravvivi a quel te stesso per raccontarlo è un dono. Questo libro è un dono.

E ha un modo di usare le parole che rende loro una giustizia nuova: quella dell’ascolto e della condivisione. Potrebbe capitarvi di cominciarlo e sentirvi come se qualcuno, una notte, magari durante la vostra ora del lupo, vi avesse spiato in testa per prendere appunti sul vostro pensiero. Potrebbe capitarvi di inciampare su parole che vi calzano a pennello, quelle che avete vissuto in qualche angolo della vostra vita, o di quella di qualcuno vicino a voi, qualche volta. Potreste imbattervi in voi stessi, anche. In questo libro potrebbe esserci un po’ della vostra storia anche se con Simona Vinci non avete mai avuto occasione di parlare. Ma lei vi parla. Proprio qui.

Depressione, sofferenza e dolore si manifestano in modi tanto diversi eppure alla base c’è l’identità comune di un peso infinito che si assomiglia nelle tasche di tutti. Sono situazioni diverse, con matrici e stradari differenti, eppure identiche in qualche modo, quelle in cui c’è male di vivere. Parla, mia paura è un percorso in momenti significativi di esperienza con la paura: gli attacchi di panico, la sfida alla morte, l’ora del lupo, l’abitazione del proprio corpo, avere un figlio, cercare asilo nella natura, giardini meravigliosi, perdite eterne e voragini incolmabili. Punge. E libera. Il pregio di un testo come questo è che non vuole offrire nessuna soluzione: non ha paradigmi, prepotenti diagnosi, cure miracolose di grammi psicologici da smaltire in programmi di poche settimane. Non vuole insegnarti come ti devi sentire, cosa devi pensare o fare o dire. Non ha frasi magiche se non quelle di ammissione, autodenuncia: non va ingerito, ci si deve sedere di fianco; guardarlo, sentirlo, assorbirlo. Racconta un territorio che qualcuno ha già sondato, lo trovi familiare? Perché dirlo, saperlo, ne gratta via una sfumatura e fa respirare. Il nemico della paura è il silenzio. Troppo spesso finisce che dalla vergogna per quello che si prova nascono sensi di colpa persino per cose genuine e legittime. Ci si sente alieni e alienati. Ho pensato seriamente che avrei voluto abbracciarla per quel modo crudo e feroce con cui parla del diventare madre, ma essere donna, essere umano, persona anche.

Mi avessero detto che avrei potuto coltivare un bambino in un batuffolo di cotone, come un fagiolo, al posto del ventre, l’avrei fatto dal primo giorno.

L’istinto primario è la sopravvivenza.

La resistenza ciò che potrebbe ucciderti.

E un bambino può ucciderti.

E per la restituzione che si può fare, attraverso le parole, di alcuni territori ai legittimi proprietari; per la liberalizzazione del sentire senza doversi nascondere. Questo libro è uno specchio riflettente, un lettera alla dignità del dolore e la sua stessa gabbia-custodia.

Sono stata una bambina intrepida ai limiti dell’autolesionismo, al punto da venire soprannominata Il Fenomenino per le mie bravate: non avevo paura di quasi nessuna delle attività che mettono a rischio l’incolumità fisica e psichica. Non mi è mai piaciuto chiedere aiuto, non mi è mai piaciuto dovermi sentire in debito con qualcuno. Ho sempre cercato di cavarmela da sola anche nei momenti di difficoltà ed è stato proprio il periodo in cui ho capito che questa condizione di presunta ed esibita invulnerabilità che mi infliggevo era una condanna e non una salvezza, a insegnarmi qualcosa su di me.

Ogni vicenda umana è di chiunque voglia condividerla, dice la Vinci, questa la ricchezza, questo il regalo. Prendere la propria storia e farne una storia di tutti. E poi è un libro per proclamare la liberazione. Un passaparola, un attestato di esistenza, un ammissione del nemico, una concessione alla coabitazione tentata. La salvezza esiste. E le parole sono sacre. Glossa Tukè, Glossa Daimon.

 

Simona Vinci, Parla, mia paura, Einaudi, 2017. http://www.einaudi.it/libri/libro/simona-vinci/parla-mia-paura/978885842706

 

Licia Ambu©

Licia Ambu ha collaborato con alcuni blog tra cui Nazione Indiana, Griselda, Abbiamo le prove, Malacopia e Finzioni. Si occupa di redazione e sceneggiatura.

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