Recensioni/1: Giampaolo Simi – La ragazza sbagliata

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La ragazza sbagliata è la storia di una gabbia. Quella che ci costruiamo intorno per raccontarci le nostre vite. Oppure quella che costruiscono stampa e mass media per confezionare storie con assassine bellissime e il massimo dell’appeal possibile. O quella fisica in cui finisci quando vieni riconosciuto colpevole di omicidio.

A Roma ho perso due diottrie e preso sette chili. Mi sono innamorato solo una volta, e non me ne sono neanche accorto subito. Mi sono sposato un pomeriggio di fine giugno e ho avuto un figlio di mattina presto, mentre pioveva lentamente sugli alberi ancora spogli dei primi giorni di marzo.

Nel 1993 Dario e Irene si incontrano in Versilia. Giornalista di cronaca lui, protagonista dell’omicidio dell’estate lei. Irene Calamai ha diciotto anni, studentessa brillante, figlia adorabile, cittadina modello, nessuna macchia e nessuna colpa all’orizzonte. Una sera esce e non torna più a casa, né alla mezzanotte stabilita né mai più. Irene Calamai viene ammazzata in modo spregevole: seviziata, torturata, viene ritrovata in un dirupo diversi giorni dopo. Una narrazione che genererebbe sdegno già così, e invece cresce di pathos, quando la colpevole risulta essere Nora: una bellissima giovane donna di madre modella italiana e padre inglese, artista di fama internazionale. Sullo sfondo una Versilia di lusso con panorami estatici, i primi anni Novanta di Mani Pulite, Falcone e Borsellino, e in odore di Anime Salve. Dario è alle prime armi nella nera, è lui l’autore delle più incisive e fresche righe sulla vicenda. È lui a siglare le prime impressioni, a condire la versione per la gente, a determinare il volto pubblico della faccenda. E qui finisce il primo atto, seppur con qualche nota stonata ma molto educativa:

Carcassa di animale non lo devi scrivere, e basta! Irene è la vittima e anche se fosse un cesso, per noi è bellissima, dolce, carina, un angelo, è la figlia che vogliamo tutti, perché è solo così che quelli là fuori compreranno il giornale!

Irene e Dario si lasciano per ritrovarsi ventitré anni dopo. Con un capolinea matrimoniale, senza un euro e con alle spalle un difficile e fallimentare trascorso lavorativo lui, sempre morta lei. Dario è un protagonista a suo modo romantico, sensibile al fascino femminile quando il fascino femminile è presente, una certa dimestichezza con i propri limiti e al contempo una discreta dose di determinazione (a volte nociva, rasente la cecità). Irene è un fantasma che tormenta nel buio, anche a distanza di anni. Preso nella risoluzione di alcune cose pratiche di vita, mentre cerca di districarsi dalla sua gabbia, Dario viene sorpreso da un’offerta: scrivere un libro sul caso Calamai. Il nostro, combattuto tra sì e no, varie ed eventuali, attanagliato da curiosità e dubbio, infine si getta nella mischia. Interlocutrice di favore, e in qualche modo spalla, una donna tenace, magistrato, interessata a far luce sui fatti e in possesso delle chiavi dell’archivio documentale: Lavinia Monforti. Di fronte a loro un percorso lastricato di tasselli sparpagliati, personaggi redivivi e riciclati e un’assassina a fine pena fresca di gabbia aperta, Nora, priva di sensi di colpa e ricca di lacune mnemoniche. Da dove cominciare e perché? Quale realtà considerare? La radice etimologica del dubbio è due, come due sono le possibilità: guardarsi indietro per salvaguardare il futuro o puntare avanti rispolverando il passato? Il dubbio di Dario diventa il nostro, presi dalla curiosità di sapere se uno stravolgimento delle logiche è possibile, se è possibile riaprire i faldoni ermeticamente chiusi, se contro i mulini a vento certe volte si può vincere. Una narrazione composta da un esercito di Don Chisciotte contromano, in cui solo una profonda volontà di arrivare in fondo può sostenere la fatica di rimestare tra le versioni, le apparenze, i dogmi e il fango di molte mani sporche.

La ragazza sbagliata è un libro fatto di piccoli e precisi ingranaggi, che si attivano e si incastrano al giusto momento, facendo combaciare meccanismi che funzionano in modo impeccabile. Un libro in cui è sempre l’ora giusta. In questa gita sulle tracce di un passato che ha ancora molto da dire, ecco una sorta di “fiaba” del cold case, la seconda chance anche se la verità è già stata scritta, o la storia di un divorzio quando ti sei sposato la versione sbagliata. E per Dario, per noi, diventa difficile sottrarsi: è difficile dire di no di fronte all’assassina senza sensi di colpa, il misterioso testimone, i ritrovamenti inaspettati, De André e Fossati a un certo punto, e anche Tarantino. È questa forse la vera gabbia, la smania di andare verso quello che si vuole, si desidera, si sente, più che verso ciò che si dovrebbe fare o che dovrebbe essere. Talvolta, magari, le due cose coincidono.

Ma preferisco raccontarlo più avanti, quando sarà chiaro che le coincidenze del passato possono trasformarsi in sorprendenti profezie.

 

Giampaolo Simi, La ragazza sbagliata, Sellerio, 2017. https://sellerio.it/it/catalogo/Ragazza-Sbagliata/Simi/9368

Licia Ambu©

Licia Ambu ha collaborato con alcuni blog tra cui Nazione Indiana, Griselda, Abbiamo le prove, Malacopia e Finzioni. Si occupa di redazione e sceneggiatura.

 

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